domenica 6 gennaio 2008

Non Paul, Obama e il "giornalismo" italiano.

Come previsto, corrono voci di frode nei caucus repubblicani appena svolti, ci sono state incongruenze gravi e zone d'ombra nell'operato del partito a Des Moines, ma ora gli sforzi sono tutti per le ultime ore di campagna in New Hampshire, dove si vota Martedì, e dove i sondaggi sono incoraggianti: 14-15% e terzo posto, il minimo risultato per poter credere seriamente nel seguito della candidatura. Aiuta la mancanza di un leader in fuga, stavolta Huckabee (e ancora Giuliani!) è dietro a Paul, mentre l'eroe di giornata sembra essere McCain.

Non sono mancati gli sfoghi polemici del popolo paulista per il risultato apparso in chiaroscuro. Sfoghi diretti alla gestione ufficiale della campagna (non nuova a critiche appassionate) per i suoi scarsi investimenti in Iowa, per una scelta di comunicazione, specie televisiva, di basso profilo e per non aver spinto a dovere il messaggio anti-guerra o quello pro-homeschooling: Paul non ha fatto il pieno di questo elettorato.
Qualsiasi autocritica è lecita e anche utile, però ricordiamoci che Ron Paul inizialmente era davvero un politico ignoto. Il suo zoccolo duro è diventato via via più ampio, ma si sa, per raggiungere veramente tutti ci vuole il riconoscimento dei media, e qui, come sappiamo, mission impossible. Solo grazie ai suoi (dei suoi sostenitori!) record nella raccolta fondi, Paul è riuscito a sfondare un po' la cortina del silenzio. Era e resta un candidato ostico per l'establishment finanziario e militar-industriale, e di conseguenza silenziato e deriso dai media.

E' questa l'altra cosa fondamentale da ricordare, chi c'è “dall'altra parte”: un establishment consolidato, non qualsiasi, ma particolarmente corrotto e violento, che sta testando sul popolo americano cinque-sei soggetti tra i quali intende scegliere il presidente. Questo è lo stato dell'arte, esserne coscienti può solo rasserenare (nel senso di farsene una ragione!) e dare senso ad ogni azione alternativa in nome della verità e della giustizia, senza pretesa di un'efficacia immediata, ma di un lavoro necessario.
L'establishment ha bisogno di autoperpetuarsi: in una parvenza di democrazia usa innanzitutto gli strumenti di condizionamento di massa, ovvero i c.d. sondaggi, i giornali e le tv.
I sondaggi: nell'ultimo mese Paul per lo Iowa ha avuto una previsione media del 5,7% dei voti, poco più alta se guardiamo gli ultimi 15 giorni, con la curiosa punta negativa dell'1% nel test commissionato da Bloomberg appena prima di Natale. E' quasi il 100% di errore. Cosa farsene di gente del genere? Chi continua a pagarli? E' ormai risaputo che una previsione elettorale falsa e la sua adeguata comunicazione, portano ad avvicinare il risultato reale a quello “creato in laboratorio”. Cosa ne sarebbe oggi di Huckabee se avessero continuato a darlo al 5% (come due mesi fa) e se in tv l'avessero dipinto come un eccentrico bacchettone che fa citazioni bibliche in continuazione e a sproposito, che parla della sua perdita di peso come se avesse vinto la IV guerra mondiale, ma che come governatore non ha fatto altro che alzare le tasse?
Credete che con un trattamento del genere avrebbe vinto in Iowa? Certo la “destra evangelica” lo ha appoggiato, ma perché lo “ha scoperto” in tv. Insomma, hanno deciso di farlo vincere.
Mesi fa lessi sul sito di Gallup, l'inventore dei sondaggi d'opinione, la seguente domanda: “Lei crede che avremo ancora un attentato di al-quaeda sul suolo americano, a breve?”
Dovrebbe essere abbastanza chiaro che questa non è una domanda, ma una suggestione. Si crea una catena di montaggio della realtà, tra sondaggi, media, e politici: la testa della gente è la discarica del prodotto finale.
L'establishment vuole queste "opinioni", vuole generare precise paure e certezze: ed ecco Hillary Clinton che ieri in New Hampshire ha parlato di un nuovo rischio attentati “c'è gente che vuole ripetere le atrocità dell'11.9, che sta complottando contro di noi proprio adesso, io lo so perchè leggo i rapporti dell'intelligence”.
E che dire degli ultimi 30 ossessivi secondi di terrorismo islamico a cura di Rudy Giuliani? Anche lui sa che “la prossima crisi sta per arrivare” e si permette di apparire nel finalino davvero come l'autoparodia dell'immagine nazista che gli viene affibbiata.



Altri che la sanno lunga sul “nuovo 11 settembre” che sta per arrivare, sono gli ascari dei media della provincia imperiale italiana: il più grande dei media nostrani, il Tg1, è diretto da Riotta, noto per essere lì esplicitamente in quota “americana” anziché in quota partitica come d'uso. Venerdì sera Riotta conduceva l'”approfondimento” rituale sullo Iowa e come se stessero parlando di un eventualità di routine, affiancato dal clone della Gruber chiedeva con naturalezza agli ospiti chi avrebbe avvantaggiato un “nuovo 11 Settembre” prima della fine delle primarie. C'era l'onnipresente abate Carlo Rossella, che in precedenza collegato al Tg5 aveva comunicato con tono perentorio la vittoria, non solo nel New Hampshire, di John McCain, “conservatore, ma così simpatico, spiritoso, così liberal, e che ha sempre condiviso la politica estera di Bush. E' finito il momento degli Huckabee, cosa volete che sia, e anche di Romney, è l'ora di gente esperta, seria. Vincerà McCain”. E da studio il direttore Mimun chiudeva perentorio: “Sì, sarà proprio così”. Quando il giornalismo confina con arti meno accessibili.


Giuliani è stato talmente tutelato (in Italia!!) dalla sua figuraccia, fino al punto che in tv Claudio Angelini (corrispondente Rai, e, si noti, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York!) è arrivato a dire che “non si era presentato in Iowa”, lasciando intendere che avesse rinunciato a presentarsi in uno stato poco importante, abbreviando furbamente la notizia vera, per cui Giuliani “non si era presentato in Iowa quasi mai per tenere incontri elettorali”. E non dimentichiamo che Giuliani è appoggiato da tutti i partiti del centro-destra italiano. Sai che imbarazzo anche per loro!
Ecco, queste sono briciole di cronaca, che “grazie” anche ad una noiosa influenza in questi giorni, ho potuto raccogliere ma che diversamente mi sarei risparmiato. Posso confermare che lo zelo con cui da qui si guarda il centro dell'Impero, è proprio quello che una volta si sarebbe detto da provinciali.
Un paio di veloci osservazioni su Obama, oh!bama e gli obamiti. Visto ormai come grande interprete del cambiamento, sembra che Barack il giovane abbia fatto cadere lo Iowa democratico ai suoi piedi grazie al suo magnetismo hollywoodiano. Fra le molte lodi, manca quella per l'abilità nel fundraising, che gli ha permesso di tenere solo in Iowa 37 uffici, 200 collaboratori pagati e trasmettere spot per un costo di oltre 8 milioni di dollari. Un sacco di brava gente non si chiede da dove arrivano i soldi, ma secondo uno schema logico-televisivo vede in lui il cavaliere ne[g]ro che ci voleva da tanti anni perchè l'America finalmente diventasse davvero giusta.



Tra gli obamiti nostrani, mi capita a tiro un Maurizio Maggiani di giornata, ecco cosa scrive oggi questo romanziere di successo: “...chi sarà il prossimo presidente degli Stati Uniti oggi non lo sa neppure il diretto interessato; [sic!] probabilmente sarà una faccenda tra una donna e un nero, cosa che in Italia è semplicemente inimmaginabile. Quello che è certo è che è appena iniziato un processo liberatorio,liberante, progressivo. (...)”. Maggiani, un uomo che sembra sempre non aver del tutto finito di alzarsi la mattina. E ancora dal dibattito Rai, non ricordo l'interlocutore: “ma pensate un domani in Pakistan trovarsi, anziché Bush, uno che dal colore della pelle potrebbe sembrare uno dei loro!..” Strategia geopolitica affascinante.
Ai pakistani importerà sicuramente la nuance di colore di Obama, e non che tra molte acrobazie in lingua felpata abbia sostenuto la necessità di ridurre gradualmente e senza date la presenza di truppe in Iraq onde aumentarla in Afghanistan e in Pakistan, per dare meglio la caccia ad al-quaeda.
Obama presidente magari potrebbe anche far cessare i sequestri di persona che la polizia americana ogni tanto compie negli aeroporti nei confronti di persone, in specie donne, dal colore un po' ambiguo, che potrebbe farle sembrare terroristi islamici. Ci sarà finalmente il ritorno del pericolo giallo. Hai voglia prima di trovarne uno che si candida presidente.

Ritempriamoci con le ultime terribili incursioni aeree sui cieli del New Hampshire...

14 commenti:

Giulio Petrucci aka "il Petrux" ha detto...

Ciao Andrea,

ottima analisi, come sempre. Speriamo bene per il New Hampshire, e noi, da parte nostra, continuiamo a sostenere il grande Ron!!!

Anonimo ha detto...

Veramente grande pezzo; ma sei giornalista? ;-)
cmq ottima la foto di Oh!Bama, per chi avesse dei dubbi (ma so che non sarà sfuggito a nessuno) una bella analisi di Blondet sui finanziatori dell'astro nascente su www.effedieffe.com.

Alberto

BREDA ha detto...

Ciao Andrea,
Anch'io mi associo e faccio i piu' vivi complimenti per l'analisi completa della situazione! Torno a ripertermi: se tu o altri avete indirizzi mail o altro per poter bombardare la stampa italiana, penso che saremo tutti ben lieti di creare un po' di "rumore"!!!!
A presto e forza Ron Paul

BREDA

Anonimo ha detto...

Provate a dare un'occhiata a questo sito: http://www.strawpoll08.com/ . Tra i candidati votabili Ron Paul non compare. E' incredibile. Saluti

Francesco Rossi ha detto...

Ho visto anch'io TV7 "America si cambia": non sapevo se ridere o piangere. Totale incompetenza degli ospiti e un bilderberger Riotta penoso e servile come sempre. Obama e Huckabee dipinte come "le novità": ma qualcuno ne ha letto i programmi? Ne ha studiato le idee, le posizioni politiche? Dove sarebbero le novità? Chuck Norris al Pentagono? O il fatto che Obama ("il compagno di banco", come l'hanno dipinto) sia un "Nero per Caso"? Forse, come in sostanza è stato detto in quel "delirante e vuoto salotto benpensante", farsi bombardare da uno che di secondo nome fa Hussein invece di Walker può essere più simpatico...
E poi la chicca finale della trasmissione:"e se in questo anno vi fosse un attentato devastante, chi vincerebbe? Risposta: Hillary o McCain. Adesso forse sappiamo quale sarà la sfida finale. Dio ce ne scampi...
FRA


P.S. Riotta non è certo nuovo a queste suggestioni: proprio pochi giorni fa, dopo l'assassinio della Bhutto, aveva prontamente parlato (al Tg1 delle 20.00)di III Guerra Mondiale.

michele pisano ha detto...

In Iowa lo davano al cinque sei per cento... ora terzo al 14... Il New H è una piattaforma incredibile... Ron è un sogno reale!

Andrea ha detto...

grazie dei complimenti, che dire, nonno Ron facilita la scrittura, fa emergere la mediocrità dei media e dei giornalisti con l'auotcensura incorporata.
grazie Breda della costanza: ripeto, chi vuole scriva ai media, gli indirizzi sono facili da trovare. Ma tacciono con esattezza, conoscono quel che censurano. Oggi il Gr1 (1-2 milioni di ascolto?) ha citato tutti i concorrenti repubblicani in NH tranne paul e hunter. E ha pure detto: "McCain è il più anziano, coi suoi 71 anni, ma può strappare qualche giovane ad obama". senza parole...

ps.
non lo dico solo per ricambiare, consiglio la visita dei blog personali di Petrux e Francesco Rossi, semplici e pieni di cose argute.

fanfara59 ha detto...

Media = Massoneria = Mafia

W RON PAUL, LA SPERANZA DI UN MONDO MIGLIORE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1

parvatim ha detto...

non riesco a caricare il banner di ron...sei sicuro che i codici siano giusti? ciao

Andrea ha detto...

>parvatim
ho fatto la prova del banner e funziona, di più non saprei. Riprova?
ciao!

Anonimo ha detto...

Al di la del fatto che è il mio primo commento credo che i, doverosi, complimenti non è neppure il caso di farli
Piuttosto credo sia assolutamente necessario un exploit di grande livello nella prossima tornata... I media ignorano il fenomeno, ma un eventuale percentuale bulgara costrigerebbe tutti quantomeno a citare il "nostro" ron... E dunque a quel punto la curiosità della gente potrebbe mettere in difficoltà anche i migliori establishment e stilatori di statistiche...
Alla prossima... CIAO!!! Gianluca

Blond ha detto...

Ron Paul for president!

michele ha detto...

Triste scoprire che in NH prende delegati solo chi vince.

Anonimo ha detto...

Viva Ron Paul il giusto. Abbasso questo blog da cane idrofobo.