lunedì 14 gennaio 2008

Michigan, niente voto per i democratici: porte aperte da Ron Paul

Prossime primarie di Gennaio: Michigan 15, Nevada e South Carolina 19, Florida 29.

Nuova vigilia elettorale, domani tocca al Michigan, grande terra dei laghi, da anni in declino industriale irrisolto. Non impazziremo dietro ai sondaggi, Ron Paul ha numeri dignitosi ma non eccelsi, 8-9% e c'è da dire chè è sempre davanti a Giuliani e a Thompson. Romney, già governatore del Massachussets, gode del fatto che qui invece fu governatore suo padre. Alla faccia della casta.
L'aspetto curioso, in questo passaggio della strana democrazia americana, sta nel fatto che per il partito democratico le primarie si svolgeranno, ma senza l'assegnazione di delegati alla convention nazionale! Il voto non avrà alcun valore. Il partito, a livello federale, ha voluto punire i suoi del Michigan per aver anticipato le primarie, compromettendo il tradizionale diritto acquisito di Iowa e New Hampshire ad essere "i primi nella nazione" e costringendoli a loro volta ad anticipare. Così, domani per i democratici ci sarà una gara puramente simbolica, Obama e Edwards si sono ritirati da questo giro-beffa e saranno in lista solo Clinton, Kucinich e Gravel. L'ingiustizia più grave, al solito, tocca agli elettori: complice la disinformazione americana, si presume che molti democratici nel Michigan si recheranno al seggio conviti di “partecipare” al voto, ignari che la loro scelta sarà assolutamente nulla.
Lo stesso problema si è presentato ai repubblicani, che molto più ragionevolmente hanno optato per la decurtazione. Così i delegati del Gop saranno 30 anziché 60. Interessante è il fatto che lo stesso succederà in Florida il 29 Gennaio: questo stato avrebbe dovuto essere finalmente critico a causa dell'alto numero di delegati. Invece si troverà con 57 inviati alla convention anziché 114. Ciò teoricamente dovrebbe danneggiare Giuliani, che a torto o a ragione è considerato il favorito nella penisola. In realtà sull'ex sindaco di New York aumentano le voci di biasimo alla sua strategia: infatti ha speso moltissimo e presto in fase pre-campagna, si è disimpegnato dai primi stati e ora si ritrova con risultati che sviliscono le sue ambizioni e con pochi soldi in cassa. Dal suo staff comincia ad esserci qualche addio con relativi sbattimenti di porte, prontamente ripresi dai giornali. Azzardo l'idea per cui quelli che dirigono le danze, se volessero, riporterebbero Giuliani a centro pista in cinque minuti. Ma forse ormai Rudy balla da solo.
Con meritevole prontezza il mondo dei grassroots paulisti si è mobilitato ad informare gli elettori democratici del Michigan sul voto-truffa che li aspetta, per indirizzarli ad un voto utile e non simbolico, ovviamente per Ron Paul. Messaggio anti-guerra lanciato sopra ogni altro.

Vicenda riconteggio, brogli e dintorni.

Ron Paul sabato ha comunicato il suo preciso disinteresse alla vicenda del riconteggio in New Hampshire, invitando a concentrarsi sulle votazioni a venire: “Iowa, Wyoming e New Hampshire hanno determinto solo 32 delegati, e un candidato per vincere la nomination ne ha bisogno di almeno 1191” ricorda Paul. I delegati da assegnare sono in tutto 2448, una piccola parte dei quali non sono scelti per via elettorale ma tramite meccanismi di partito e di diritto.

Disinteresse di Ron Paul permettendo, credo che chi vuole approfondire il problema non marginale della regolarità del voto, fa bene a farlo. Perciò linko due blog italiani utili e meritori in tal senso.
America Oggi, aperto da poco ma già ricco di riferimenti, critico e ben documentato.
Il blog di Marcello Foa, inviato speciale de Il Giornale, che Sabato per primo ha avuto l'intuito e il coraggio di scrivere sulla vicenda del riconteggio, mentre gli altri grandi quotidiani risultavano non pervenuti. In particolare segnalo che Foa appena ieri si stupiva dei pochi interventi sul suo blog a fronte di un tema delicato come la regolarità delle elezioni! Mi pare un chiaro invito a farsi sentire...

Trilateral.

Segnalazione di articoli.
Infine, segnalo due articoli sul quadro generale delle elezioni americane: uno è ben documentato e tipicamente d'assalto, un po' sconfortante anche per chi è allenato a riconoscere le tracce seminascoste del potere. E' di un autore americano tradotto su comedonchisciotte.
L'altro è di Carlo Gambescia, un fine sociologo di grande spirito analitico e capacità divulgativa, sempre equilibrato e fondato negli argomenti anche quando “stronca”, come accade nell'articolo segnalato: nel mirino è il sistema di potere americano, nel quale, secondo Gambescia, la politica è diventata una inutile appendice.

6 commenti:

Michele Pisano ha detto...

Buongiorno Andrea. Sono ottimista, in Michigan andrà bene. Spero che i paulisti abbiano per davvero "contattato" i democratici per spingerli al voto "anti bush- pro paul". I sondaggi lo danno quarto, per cui porterebbe a casa anche delegati. Huckabee è lontano, sei sette punti. Devo dire che se c'è qualcuno che vorrei passasse oltre Paul è Huck. Certo, è farlocco diciamo, ma meglio che stare 100 anni in Iraq.... Saluti!
www.michelepisano1988.ilcannocchiale.it

Anonimo ha detto...

Attenzione, non è che l'affluenza maggiore alle urne danneggerà Ron? Qualche democratico potrebbe votare per Giuliani, o thompson? michele

Anonimo ha detto...

Grazie per le segnalazioni dei siti

Ema

Anonimo ha detto...

lasciate traccia su tutti i blog che potete di ron paul,andate a commentare anche quello di Foa di cui trovate il link sulla pagina principale di questo sito,se lo merita perchè è stato l'unico giornalista con le palle a parlare di paul e della frode in new hampshire
paolo

carlogambescia ha detto...

Grazie!

Andrea ha detto...

>michele
in teoria un democratico incavolato per l'annullamento del voto dovrebbe scegliere più paul che altri, poi chissà...certo è uno stato che chiede tutele, di sinistra classica.

>paolo
giusto scrivere a foa ed altri, cercando di essere corretti in casa d'altri specie se non abituati all'argomento.
"il giornale", forse spiazzato nei suoi rif. americani potrebbe pubblicare qualche lettera, anche se la vedo dura cambiare linea apokalittiko-amerikana-antislamika.

> carlo gambescia
grazie a te per il tuo lavoro costante, anche tu sei di quelli che seminano gratuitamente!