giovedì 27 dicembre 2007

Blondet sulle minacce di morte a Ron Paul

Nei giorni scorsi sono uscite negli Usa diverse notizie riguardanti minacce di morte reali o possibili indirizzate a Ron Paul. Avevamo deciso di soprassedere e non riferire, privilegiando il clima di entusiasmo e di speranza che caratterizza l'avventura paulista. Ma forse è meglio dare conoscenza di questi foschi intrecci, è meglio sapere e confidare che una maggiore diffusione possa mettere in difficoltà i malintenzionati.

Ogni tanto aggiorno Maurizio Blondet, direttore di Effedieffe, sulle ultime news interessanti riguardanti il nostro beniamino. In realtà Blondet non ha bisogno di noi, è uno dei giornalisti più informati e coraggiosi in Italia, da sempre.

Qualche giorno fa ha scoperto tracce insospettabili (o forse no...) dietro il nazista che accusa Ron di essere nazista, e oggi ha risposto su Effedieffe alle mie ultime ottimistiche notizie sui sondaggi, aggiungendo come sempre qualche particolare dovuto alla sua grande conoscenza della storia politica americana. Speriamo davvero solo che un certo pessimismo possa essere sconfitto dalla diffusione, per ora incensurata, delle notizie su internet. Internet ai tempi di Bob Kennedy non c'era...
Segue la risposta di Blondet alla mia email.


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Sto seguendo l’ascesa di Ron Paul. Ma sono purtroppo convinto che non gli sarà consentito di presentarsi alle presidenziali, nonostante l’evidente favore popolare che sta ottenendo (o meglio: proprio per questo).Sì, una sua conferenza in DVD ha venduto 60 mila copie in poche ore. Sì, la gente gli ha donato in tre mesi 18 milioni di dollari. Sì, il sondaggista Zogby ha ammesso che Ron Paul “vi sorprenderà”. E sì, Ron Paul è un combattente di grande lucidità e coraggio. Ma proprio per questo, l’establishment non potrà permettere che l’America sia governata da un presidente che non dipende dagli interessi costituiti e dalla nota lobby. Daniel Estulin, il giornalista investigativo che ha dedicato la sua vita ad indagare sul Bilderberg, ha detto di aver saputo che ai piani alti del potere stanno considerando se sia il caso di uccidere Ron Paul. “Ho avuto l’informazione da due fonti diverse che non si conoscono fra loro”, ha detto Estulin. Ed ha aggiunto che le due fonti avevano colto la notizia in ambienti neo-con. Non è cosa da prendere alla leggera: ricordiamo l’attentato che stroncò il populista Huey Long, che ebbe lo stesso successo di Paul. Durante una recente intervista a Ron Paul della CNN, sullo schermo si è vista scorrere la scritta “Paul is dead, Paul is dead, Paul is dead”.


Qualcosa di simile accadde a Robert Kennedy, poco prima del suo assassinio nel 1968.

Maurizio Blondet

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ad essere sinceri, mi aveva sorpreso un po' il fatto che nessuno parlava di velate minacce, eventuali attentati ecc..., ma purtroppo vedo che incominciano ad esserci!!! Parlavo con alcuni amici di Ron, li ho invitati nel blog ecc...ed anche loro sono rimasti entusiasti di questo uomo, ed uno i particolare mi disse: "Guarda che questo se arriva akl potere lo fanno fuori in una settimana! Anzi, lo fanno fuori se vedono che sta vincendo!!!" Gente, speriamo bene, Ron Paul, alla luce delle ultime dichiarazioni, e' veramente coraggioso e merita la vittoria.