sabato 17 novembre 2007

Ron Paul in due parole...

Il blogger Carlo Melina ha trovato due parole, non di più, per sostenere Ron Paul e le ha piazzate bene in vista.
http://carlomelina.wordpress.com/
Invidiamo la sua capacità di sintesi, però siamo più pazienti di lui. Possiamo aspettare anche otto anni.

15 commenti:

Sgembo ha detto...

O.T.

Ciao! stavo pensando di aprire con un piccolo gruppo di blogger un "italian bloggers for Ron Paul", ma mi hanno segnalato questo sito che mi sembra già completo e molto ben realizzato.

A questo punto la cosa più semplice sarebbe inserire un blogroll qui, che ne dite? La cosa vi può interessare?
Oltre a me ci sono circa altri 4/5 blogger, ma con un po' di tempo potremmo diventare molti di più.

la mia email è Sgemboblog[at]yahoo[dot]com

Ciao!

Videoroof.com ha detto...

Oggi vorrei parlare di quanto sta accadendo negli USA la cosiddetta migliore “democrazia” al mondo, bene c’è un signore pressoché sconosciuto al mondo che potrebbe diventare il prossimo Presidente americano, un certo Ron Paul....

WinstonSmith ha detto...

Ciao amici di Ron Paul,

sono un ragazzo di 19 anni che ha scoperto questo blog oggi.

Sono felicissimo che ci siano persone che non si lasciano rimbambire dal teatrino Obama_Clinton.

Dobbiamo dirlo: Ron Paul è un fenomeno globale.

Parleranno molto di noi. Vedrete

Anonimo ha detto...

Sarebbe bello se tutte le persone che leggono questo blog tempestassero i vecchi media come tv e carta stampata avvertendoli che in USA si sta cambiando la storia e che si stanno rendendo ridicoli nell'ignorare il fenomeno Ron Paul.
Questi continuano a rimbambirci con i tre porcellini obama-clinton-giuliani e se non glielo gridiamo ai 4 venti continueranno a farlo fino almeno a gennaio quando inizieranno le primarie in new hampshire.
Ma c'è più gusto se gli rompiamo le palle già da ora e li ridicolizziamo.
Un'altra cosa....obama ha provato a copiare l'iniziativa di Ron Paul,la money-bomb da 4,3 milioni di dollari...beh..sapete quanto ha tirato su????????
NON è ARRIVATO A $5000!!!!
Una buona idea sarebbe di andare in via solferino davanti alla sede del corriere con un bello striscione su Ron Paul!

markus ha detto...

La cosa più sconvolgente però è che Beppe grillo dovrebbe non solo parlarne...ma urlare il nome Ron Paul dalla mattina alla sera sul suo venerato blog.
In pratica Ron Paul è Un Grillo all'ennesima potenza,visto che è candidato alla presidenza degli USA e non è un comico bensì un vero politico.
Io non so se ci si rende conto di quello che sta succedendo negli USA....ci sono giovani che invece di sorbirsi il quotidiano rincoglionimento mediatico si stanno imparando a memoria gli emendamenti della costituzione del loro paese!
Questi non li freghi più!
Ron Paul o non Ron Paul

Carlo ha detto...

> markus
con tutto il rispetto per il tuo entusiasmo, non vedo alcuna somiglianza fra ron paul e beppegrillo. per fortuna.

markus ha detto...

Non volevo assolutamente intendere che Ron paul sia simile a Beppe Grillo.
Affermando che è un "Grillo" all'ennesima potenza intendevo che i risultati che sta avendo sono enormemente superiori a quelli che il nostro comico ha avuto e sta avendo.
Del resto mi sembra ovvio che ci sia poco in comune con uno che ha probabilità di diventare l'uomo più potente del mondo e l'altro che è già da tempo il comico più "potente" della povera Italietta

Andrea ha detto...

Cari tutti, grazie degli interventi!
Rispondo senza essermi consultato col mio compagno di blog Francesco, che è in una condizione logistica momentaneamente difficile (chissà che non ci ripaghi con un nuovo blog "Africa per Ron Paul", dopo aver aperto "Holland4RonPaul" e questo: senza di lui io non sarei qui).

sgembo:
io sono un po' limitato, ci vuole tutta che scriva qui, e anche se ne ho un'idea, non sono sicuro di tutto ciò che implica un blogroll.
La cosa più semplice mi sembra che ciascuno dia vita alle iniziative pro Ron Paul che crede. E' molto nello stile di questa campagna, mi pare. Come succede negli States, può esserci un fiorire di blog paulisti dalle personalità più diverse.
Io per esempio non posso definirmi liberale. Eppure sono qui, per Ron Paul. Una buona riprova delle capacita del vecchio Ron, mi pare? :-)
Tu, come altri, leggo che hai un approccio libertario in senso più classico, ed è normale manifestarsi per come si è. Qui sicuramente metteremo in vista i link di altri blog italiani per Ron Paul, se nasceranno. E, tempo permettendo, sarebbe bello dialogare dalle rispettive "case" e nei commenti ai post, su elementi sostanziali che dividono o uniscono, così come per ogni notizia e riflessione che si voglia proporre.
Anche a te lancio una piccola provocazione: com'è che tutti questi "liberali" italiani tifano per Ghouliani? Sarà la rima, oppure, come dice rp, è il fascino del welfare per le corporations?
D'altra parte, la politica liberale italiana negli ultimi due secoli ne è stata l'espressione. E poi si lamentano che il liberalismo non acchiappa...
Gettate il sasso nello stagno stagnante giulianista!

Videoroof e winstonsmith:
grazie dell'entusiasmo, fate la vostra parte! winston, hai scelto un ottimo nick. Ho letto 1984 quando ero un po' più giovane di te, e a distanza di parecchi anni mi accorgo che ha segnato la mia passione per la politica e per la verità (non quella del ministero). Allora pensavo soprattutto alla metafora sull'Unione Sovietica, ma purtoppo per noi Orwell vedeva molto oltre. E lui, socialdemocratico, è citato a più non posso dai paulisti americani.

anonimo:
(magari alla prossima datti un nome, tanto per distinguerti)
è una buona idea quella di scrivere ai principali giornali e tv. Potremmo darci anche uno schema di lettera. Chi vuole proponga.

markus:
capisco il senso del tuo paragone con Grillo, ci abbiamo pensato in molti. Cercherò di tornarci sù.
Il senso è che l'America con Ron Paul è "oltre" beppe Grillo.

Carlo:
grazie di essere intervenuto, volevo avvisarti prima io, vabbè, sono casinista e di scarsa netiquette!
Fino a un mese fa non pensavo neanche di fare un blog, mentre da un bel pezzo sono felicemente parassita del tuo e di altri nei paraggi.
Un destino paulista ha voluto che ti rendessi quest'omaggio un po' così...

Sgembo ha detto...

"io sono un po' limitato, ci vuole tutta che scriva qui, e anche se ne ho un'idea, non sono sicuro di tutto ciò che implica un blogroll."

Oh beh, siamo tutti limitati.
Teoricamente non implica nulla, è solo un elenco di link tutto qui.

"La cosa più semplice mi sembra che ciascuno dia vita alle iniziative pro Ron Paul che crede. E' molto nello stile di questa campagna, mi pare. Come succede negli States, può esserci un fiorire di blog paulisti dalle personalità più diverse."

Capisco perfettamente, vedo se riesco a combinare qualcosa e nel caso ti farò sapere.
Tieni presente che molti hanno però blog "generalisti" come il mio, per questo mi piaceva l'idea del blogroll.

"Io per esempio non posso definirmi liberale. Eppure sono qui, per Ron Paul. Una buona riprova delle capacita del vecchio Ron, mi pare? :-)"

Certamente, ma per curiosità se non sei liberale, come potresti definirti?

"Tu, come altri, leggo che hai un approccio libertario in senso più classico, ed è normale manifestarsi per come si è. Qui sicuramente metteremo in vista i link di altri blog italiani per Ron Paul, se nasceranno. E, tempo permettendo, sarebbe bello dialogare dalle rispettive "case" e nei commenti ai post, su elementi sostanziali che dividono o uniscono, così come per ogni notizia e riflessione che si voglia proporre."

Speriamo di riuscirci, nonostante i limiti vari ed eventuali :)

"Anche a te lancio una piccola provocazione: com'è che tutti questi "liberali" italiani tifano per Ghouliani? Sarà la rima, oppure, come dice rp, è il fascino del welfare per le corporations?
D'altra parte, la politica liberale italiana negli ultimi due secoli ne è stata l'espressione. E poi si lamentano che il liberalismo non acchiappa...
Gettate il sasso nello stagno stagnante giulianista!"

Un po' ti sei risposto da solo: in Italia i liberali sono abituati a votare Berlusconi, non posso non sorprendermi quindi di vedere tanti banner pro-Giuliani (che sicuramente è più liberale del Berlusca).

"Gettate il sasso nello stagno stagnante giulianista!""

E' proprio questa la mia intenzione :)

Ps ti invito ad aderire alla campagna contro i captcha ottici e a farne a meno :
http://perlascandinava.blogspot.com
/2006/11/campagna-contro-i-captcha-ottici.html

Ciao!

Andrea ha detto...

sgembo, ciao!

blogroll: se ci sono diversi blog che si mettono "il bollino" per ron paul, possiamo poi fare una bella linkeria, sperando di poter comunicare che in italia c'è un meganumero di sostenitori.
spero che sia la cosa giusta per i "generalisti".

liberale.
credo che nè lo stato nè l'individuo siano degli assoluti.
l'individuo è intangibile nei suoi diritti fondamentali, ma per sua natura è fatto per le relazioni.
non credo che la somma degli egoismi individuali porti il benessere della società. E' una componente, ma la chiave è la cooperazione per il superamento dei conflitti.
Non c'è un assoluto ideologico, la storia può richedere a tratti più "liberismo" o più presenza dello stato, o meglio di prevalenza dell'interesse nazionale. Sono corsi e ricorsi dell'imperfetto agire sociale umano. Specie nei momenti di crescita o di ricostruzione, una nazione ha bisogno di limiti al liberismo globale. Credo che siano i tempi per tornare a questo, anche se sui metodi mi arrendo, non sono esperto. So però che gli Usa nell'800 sono cresciuti col protezionismo e con l'interesse nazionale, senza il quale sarebbero ancora una specie di riserva agricola inglese.
L'interesse nazionale non è il nazionalismo, ma la trasposizione di come una famiglia deve essere reponsabile di sè stessa.
Il liberismo globale odierno guarda solo alla remunerazione del capitale, ma cominciamo ad avere mega-manager (ibm e simili!) americani pentiti di aver desertificato la nazione. Anche tra i fan paulisti spunta la parola "rilocalizzazione".
Un autore misconosciuto in materia che si curò di conciliare liberalismo e stato Friedrich List (lo conosco solo di seconda mano, c'è in rete addirittura l'integrale della sua opera http://www.econlib.org/LIBRARY/YPDBooks/List/lstNPEtoc.html

poi ci sono le c.d. posizioni etiche: vedo Ron Paul libertario ma antiabortista. Non capisco invece perchè tanti liberali non lo sono. rifletterei sulla persona umana da non usare o distruggere.
Non sono liberale se vuol dire mettere in cima alla lista "la laicità" come se la minaccia per la società fossero le religioni, mentre potrei fare un elenco di 20 fattori disgregatori di tuttaltra natura.


> in Italia i liberali sono abituati a votare Berlusconi, non posso non sorprendermi quindi di vedere tanti banner pro-Giuliani (che sicuramente è più liberale del Berlusca).

io penso che giuliani oltre che losco sulle vicende dell'11.9, sia non più liberale, ma di quel 99,% dei politici liberali che fanno l'interesse dei gruppi più forti, quindi è un politico oligarchico.
il liberalismo reale è come quell'altro reale: tra il dire e il fare...

hai visto che ho dato spazio a blondet: vai a vedere il suo recente post "destra sociale", mi ci riconosco discretamente (nulla a che fare, io con la corrente di an)

Sgembo ha detto...

Ti ringrazio per la tua esauriente risposta, per gli amanti delle etichette credo che sia possibile definirti un conservatore-religioso(cattolico immagino).

"poi ci sono le c.d. posizioni etiche: vedo Ron Paul libertario ma antiabortista. Non capisco invece perchè tanti liberali non lo sono. rifletterei sulla persona umana da non usare o distruggere."

Non direi "libertario *ma* antiabortista", in realtà sono molti i libertari pro-life.
Il problema insolubile è che per alcuni il feto è un individuo e per altri no. Per esperienza ti assicuro che ne potremmo discutere per mesi senza venirne a capo :)

"Non sono liberale se vuol dire mettere in cima alla lista "la laicità" come se la minaccia per la società fossero le religioni, mentre potrei fare un elenco di 20 fattori disgregatori di tutt'altra natura"

La laicità è un concetto imprescindibile per la libertà, anche e soprattutto della libertà religiosa. Noi libertari siamo individualisti, quindi poco ci interessa in genere dei collettivi come "la società". Anche qui le discussioni sulla religione potrebbero andare avanti all'infinito. Io personalmente mi definisco ateo e materialista, ma messo alle strette ripiego e dico di essere "filosoficamente agnostico e praticamente ateo".

Ma il punto chiave è che il libertarismo salta completamente tutti questi problemi che nascono con l'uso e l'abuso del potere statale (o almeno ci prova).

Non ho ancora avuto modo di legger Blondet, ma mi rendo conto che c'è tanta gente diversa che sostiene Paul per tanti motivi diversi. Questo in parte mi rende felice, perchè non avevo mai visto un libertario con così tanto consenso.
Ma sono anche preoccupato: non è che qui ognuno si è creato un Paul immaginario a propria immagine e somiglianza? :)
(ovviamente mi ci metto anch'io)

Dobbiamo proprio unirci e confrontarci in rete per capirne di più.

PS molti libertari di direbbero "List?? quel comunista???!!" :-))
E tu assicuro che a differenza di quello che dicono molti, questa non è affatto l'epoca del liberismo globale, purtroppo.

Andrea ha detto...

sempre andando per etichette, sì, sarò un cattolico conservatore, ma molto "trasversale" (sta divnetando un'etichetta anche questa!? o ne è il superamento? ai posters l'ardua sentenza..)
Per esempio, saltando al fondo: quello di oggi non è "liberismo globale", è un'etichetta.
Perchè se le merci sono libere (ma saranno contente?!) di circolare, gli uomini un po' meno. Se la globalizzazione aumenta il numero di umani in stato di necessità, chi è che libera?
Sono abbastanza trasversale, e liberale, da consigliare l'ultimo film di ken loach, "in questo mondo libero". Descrive bene come la "libera" circolazione umana (specie dall'est) sia finalizzata allo sfruttamento e al crollo dei salari.
Guarda, io sono cresciuto a pane e anticomunismo, ero bambino che in casa entrava il giornale di montanelli. Ma non è questo il mondo libero che voglio, e non c'è bisogno di essere di sinistra per dirlo.
Ron Paul è un libertario coernete nel senso che non vuole cupole d'affari, alla fed e nei mercati.
Forse è un'utopia speculare a quella comunista, e la provocazione di un liberale verso quelli che si *nascondono* dietro slogan di libeetà globale, è salutare.
Sì, ciascuno si ritaglia il suo ronpaul, ma è un gran bel segno, in un mondo di divisioni fittizie ad usum principi.

Su List e simili: Rocca sul foglio attacca rp proprio dicendo "attenti, è nazionalista e protezionista". C'è del vero, ed è un insulto solo per menti chiuse dal microdogma liberal-magik.
Adam Smith fu un feroce nemico dell'indipendenza americana, perchè era, già allora, un liberale al servizio di qualche sua maestà...

la laicità...
l'ha inventata la chiesa! ;-)
la storia vede secoli di ricerca di autonomia dall'impero e dagli stati. Con la riforma protestante, e anche in russia, le chiese diventano strumento dello stato.
una roba che supplicheresti ruini di liberarti (dai, scherzo che ti sogni don camillo stanotte! l'ho visto il tuo blog...:-)

Dici che ai libertari poco interssa la società...mah, credo che sia quasi innaturale preoccuparsi di essere solo il più libero possibile da vincoli...siamo vincolati, e la "società" in mille modi l'uomo se la è sempre costruita..

blondet, catto-kattolico, cita spesso un liberale anticlericale quando dice "genti diverse chiamate a far qualcosa di grande insieme". Può valere per rp, come per un desiderio di bene condiviso, che è più di una necessità, e c'è nella mente o nel cuore anche degli individualisti. Come diceva il poeta? nessun uomo è un isola

Fabio Bossi ha detto...

Ciao ragazzi,

mi fa` piacere di vedere che si muove la blogosfera italiana Paulista!
Spero di vedervi a Strasburgo!

Fabio da Monaco di Baviera

PS:
List e un buon esempio per quelli che vogliono buone cose ma purtroppo le vogliono promuovere tramite lo Stato. E stato un esempio per una lunga serie di economici "intervenzionisti".

PS2: Nessun uomo e un isola. No, ma il punto importante e che i libertari sono per un interazione volontaria. La Ron Paul Revolution e un ottimo esempio. Ron Paul dice che la liberta unisce. Io sono ateo, ma non ho nessun problema di communicare con un cattolico "paulista", perche so che lui essendo "paulista" non vorrà costringermi a nulla. E viceversa. E per questo motivo che il movimento unisce invece di dividere, come lo fa la "democrazia", dove diversi partiti cercano di raggiungere i 51% necessari per poter costringere i 49% di vivere come pare a loro.

Andrea ha detto...

Fabio
grazie del sostegno e dell'invito a Strasburgo!
per me e per i miei soci è improbabile venire, ma spero che qualche italiano ci sarà...
a proposito, qualcuno qui ha scritto che sei di genova?..mi ricorda qualcosa...
Su List non mi dilungo (e non sono in grado, non voglio spacciare una cultura di teorie economiche che non ho) ma resto convinto, sulla scorta della storia, che le libertà economiche sono un pilastro, ma non il solo, della civiltà.
L'interazione è volontaria, ma in qualche misura è necessaria, nella esperienza individuale. E la società, lo stato, sono creazioni di volontà individuali. Un punto in comune, tra libertari doc e altri, è lavorare perchè lo stato, come altre entità frutto dell'uomo, non diventino strumento di sopraffazione di alcuni su altri.
Io non ti costringo a nulla perchè ho imparato che è anti-umano costringere qualcuno, non perchè sono paulista ;-)
Poi, per inciso, l'ho imparato nella mia educazione cattolica, ma credo che sia arrivabile da chiunque. Il problema è che l'individuo se non ha dei riferimenti di bene e di male dentro di sé ma verificabili fuori da sé, pensa di cavarsela se è forte (ma facilmente non rispetta il prossimo) figuriamoci poi se è debole.
Mi colpisce quando parli di qualcosa che unisce aldilà dell'assurdo dialettico 51/49.
è la ricerca e l'esigenza di assoluto, di non relativo. Identifichiamolo pure nella libertà. Ma detto questa parola, siamo ancora all'inizio...

janpi ha detto...

è la piu grande democrazia del mondo!
e questo nonostante le tante contraddizioni

www.radioboville.blogspot.com