domenica 18 novembre 2007

Europa per Ron Paul!


Il Tea Party sbarca in Europa!
Nella data in cui i sostenitori americani di Ron Paul cercheranno di superare il record, già loro, di contributi elettorali repubblicani in un solo giorno, ecco la prima manifestazione paulista europea: a Strasburgo il 16 Dicembre.
Grazie al vulcanico Fabio Bossi (che destino, questi italiani e oriundi all'estero!...) per il bel video (già tra i più visti oggi su Youtube) dove propone l'iniziativa e omaggia tutti noi europei per Ron Paul.
Un grazie anche a Daniel Lichtenberger, uno squisito americano in Europa, che fa parte dell'iniziativa e ci ha scritto.
Noi non ce la faremo, ma spero che qualche italiano possa andare a Strasburgo e raccontarci!

http://www.teaparty07.com/
http://europe4ronpaul.blogspot.com/

sintesi storica dell'evento del 16 Dicembre, all'inizio della Rivoluzione Americana
http://it.wikipedia.org/wiki/Boston_Tea_Party

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti, amici!
Pochi anni fa consideravo Ron Paul solo uno di quei pazzi libertari che purtroppo assomigliano molto ai radicali nostrani (un po' meno ridicoli, tuttavia). Ma non ero informato, avevo letto solo qualche suo scritto tradotto malamente in italiano. E su questioni che con la politica c'entravano poco.
invece trovo un candidato valido, soprattutto per la sua posizione su temi classici di cui la destra ha paura di occuparsi. L'aborto in primo luogo. Donerei metà del mio stipendio ad un partito che dicesse qualcosa contro l'aborto, in Italia!
Sto anche rivalutando il concetto di "libertario". Ha una sua cultura importante. Se riesce a farlo accettare ai cattolici vuol dire che ha argomenti poderosi.

Da cattolico pregherò per lui. Sul serio :)

ciao

WinstonSmith ha detto...

Mi trovo civilmente in disaccordo con l'anonimo, probabilmente perchè supporto Ron "da sinistra".

L'autentica "Revolution" di Ron sta nei due punti programmatici principali: il ritiro dalla criminale "guerra al terrorismo", la ripresa della sovranità monetaria da parte del Congresso.

Questi sono punti rivoluzionari.
Poi ci sono le tematiche che, a mio avviso, Ron affronta con sguardo reazionario: l'aborto e l'immigrazione.

La sua posizione sull'aborto è spaventosamente simile a quello dei telepredicatori delle "sette rinate" cristiano-sioniste che tanto male stanno facendo agli Usa

markus ha detto...

A dire il vero Ron vorrebbe che siano i singoli stati e non lo stato centrale a regolamentare la decisione sull'aborto,perciò non imporrebbe nessuna legge ma lascerebbe libertà di scelta.
Riguardo l'immigrazione..beh...penso che questa sia un crimine se sia illegale perchè i confini di una nazione sono SACRI,e se vengono violati si arriva presto ad una invasione selvaggia come quella che sta umiliando il nostro paese.
Ricordiamoci che l'immigrazione degli ultimi 20 anni nel mondo occidentale è stata decisa dai poteri forti non per compassione verso gli immigrati ma per convenienza delle varie lobbies che potevano avere manodopera a minor costo e un bacino di consumatori in aumento a tutto detrimento,ovviamente,della popolazione locale.

il Petrux ha detto...

Ciao Ragazzi,

anche io sono dei vostri! Ho conosciuto il vostro blog tramite EFFEDIEFFE ed ora corro ad aggiornare il mio blog per inserire il link.
Dateci dentro!

p.s. avete un indirizzo e-mail cui poter inviare richieste, suggerimenti...etc...?

Anonimo ha detto...

Accetto il civile scontro con "wistonsmith". Mi spiace essere anonimo (comunque mi chiamo Roberto).

Penso che i tuoi discorsi non portino da nessuna parte. A me pare che la posizione sull'aborto di R. Paul sia molto "candida", e allinearla con quella dei cristiano-sionisti è un errore madornale (forse in cattiva fede).

Ron Paul non può essere visto da "sinistra", in prospettiva italiana, poiché mentre i nostri "moderati" dell'Unione dicono frasi senza senso su Hamas e palestinesi (la cosiddetta equidistanza), Ron Paul sostiene semplicemente di trattare Israele come tutti partner in medio-oriente. Non vuole essere "servo" di Israele, semmai "amico".

Poi, per carità, è bello poter finalmente parlare di grandi temi.
In Italia, con la "casta", può esistere solamente un dibattito "incivile".
È diventato inutile il dialogo: la discussione tra italiani cade inevitabilmente sugli sprechi enormi e sul degrado sociale che dobbiamo sopportare per "ideologie" abbandonate dai partiti, ma ancora aleggianti nella psiche perversa dei cittadini (da cattolico so bene cosa sono: gli spiriti dell'aria di cui parlava san Paolo).

In Italia non esistono candidati con la credibilità (e l'esperienza) di Ron Paul.
Blondet suggerisce Beppe Grillo, forse ha ragione: in fondo lo spirito degli italiani è rimasto quello della commedia dell'arte, le idee di Ron Paul si debbono obbligatoriamente adattare alla tragi-comicità nazionale.

Vedremo

complimenti e saluti

Andrea ha detto...

>roberto e winston

apprezzo moltissimo le cose sottolineate da tutti e due, sull'aborto mi sono esprrsso più volte.
winston, capisco che razionalmente si può dubitare che l'embrione sia un essere umano vero e proprio. ma razionalmente non si può trovare "spaventoso", come dici tu, uno che la vede all'opposto.
semmai, nel dubbio, apprezzare chi senza alcun vantaggio difende chi ritiene più debole. I cristiano-sionisti mi paiono più preoccupati di far guerre che difendere i deboli, di qualsiasi tipo. E alcuni famosi tra loro appoggiano giuliani.

anche a
>markus

credo che la posizione di ri-delegare agli stati la materia aborto, sia oltre che per coerenza di metodo istituzionale, un fatto tattico. come in italia gli anti-aborto cercano tutte le vie per limitare il danno, sapendo che finchè la materia è sottoposta al principio di maggioranza, la partita si gioca male.
come per la pena di morte, che rp vuole abolita su scala federale (non ho ora i rif, ma l'avevo letto e infatti l'ho inserito qui sul blog) e che in italia (per ora?) nessuno pensa di sottoporre a referendum, si dovrebbe pensare al divieto di aborto come principio intangibile da mutevoli opinioni.

immigrazione.
qui rp, oltre che per motivi di sicurezza, vuole salvare dall'ingresso negli usa i disperati ridotti a merce-lavoro inflazionata, il cui prezzo deve scendere, per volere dei vari "enti" sovranazionali, non eletti, che rp combatte.

>winston, hai visto "in questo mondo libero" di ken loach? mi è piaciuto molto!

Andrea ha detto...

> petrux

grazie!
ho aggiunto una mia mail nel mio profilo:
Andrea "enricomattei2008 -at- gmail.com

e con questa, i liberisti mi bandiranno per sempre! ;-))
d'altra parte, siamo amici di effedieffe...

Anonimo ha detto...

http://www.donzauker.it/category/madonnina

Anonimo ha detto...

Si fa sempre più aspro il confronto fra i candidati per la presidenza degli Stati Uniti d’America.
Un altro inatteso contendente si è aggiunto a scombussolare i delicati equilibri di potere fra il negro Barack Obama, la BECCA Hillary Rodham Clinton più il solito paio di fascistacci appoggiati dai cristiani evangelici.
Scende in campo, direttamente da un ghiacciaio dell’Alaska, il candidato indipendente ORSETTO KNUTT, salito subito in testa ai sondaggi grazie alla sua brillantissima performance che lo ha visto primeggiare nel confronto televisivo con gli altri candidati. Nello studio della ABC, infatti, complici i potenti riflettori puntati sulle retine dell’enorme plantigrado, la temperatura forse eccessivamente alta per un orso polare, nonché i capricci del visagista portoricano, ancor prima che gli venisse posta una domanda Knutt ha decapitato a morsi la Clinton e uno dei fascistacci.
Ai severi richiami all’ordine da parte del conduttore, l’orsetto ha risposto sfoderando una nerchia come uno dei menhir di Stonehenge, in forza della quale ha repentinamente inculato gli altri candidati, due videoperatori e buona parte del pubblico.

Da quel momento l’indice di popolarità del candido pachiderma è salito vertiginosamente, conquistando l’affetto e la fiducia di ben due terzi del popolo americano.
Una piccola riserva viene espressa soltanto dai dipendenti della Swollen Duck & sons (la ditta che cura le pulizie della Casa Bianca) per il timore che il plantigrado si abitui a depositare i suoi caratteristici igloo di merda proprio in mezzo allo studio ovale, rendendo la pulizia della moquette un pochino più impegnativa.

Non dobbiamo meravigliarci delle ragioni di questo successo sulla vecchia politica. Alla prepotente ascesa di Knutt hanno giovato se vogliamo un modo nuovo di porsi di fronte al suo pubblico, un atteggiamento fuori dagli stereotipi di una categoria ingessata da decenni e che ha fatto breccia nel cuore dei giovani e degl’indecisi da sempre ago della bilancia. I primi gli riconoscono quello spirito un po’ selvaggio e indipendente tipico dell’America Beat, quella dell’amore libero e della Contestazione; i secondi, invece, pur vedendo in lui una bestia pericolosa, sanguinaria e analfabeta, lo reputano comunque di gran lunga migliore dell’attuale presidente.