giovedì 8 novembre 2007

Comunisti per Ron Paul ...?

...meglio di no, sarà per la prossima volta!

Tra le prime attenzioni italiane per Ron Paul, spicca l'articolo (che riportiamo sotto integralmente) di Liberazione, quotidiano di Rifondazione Comunista, forse il più grande partito comunista rimasto in occidente. Il pezzo sottolinea l'originalità del candidato, la sua coerenza, la sua distanza da una politica che va a cena coi miliardari, la sua base popolare e giovanile, il suo essere aperturista sulle droghe leggere, e soprattutto contro la guerra.
Mi spingo a leggere tra le righe, non me ne voglia il bravo articolista, una simpatia trattenuta, quasi pensasse: eh sì, è un bel tipo questo Ron Paul, ma diamine, è pur sempre di destra, vuole praticamente abolire lo Stato, è antiabortista...Siamo pur sempre comunisti!..E dire che non troviamo neanche lo straccio di un candidato democratico decente. Peccato! Sarà per la prossima volta.
Chiudo la bonaria insinuazione, e passo ad una provocazione più convinta: si rendono conto i nostri amici comunisti (chissà mai se qualcuno ci legge...) che se da un lato il loro “comunismo” oggi non è altro che una forma di socialdemocrazia (difesa del welfare, dei salari, più intervento pubblico in economia) dall'altro è un libertarismo duro e puro: infatti criticare Ron Paul sull'aborto, essere pro-choice, è un frutto dell'individualismo -si può dire? selvaggio, come certo capitalismo- che a dire il vero la sinistra ha adottato a partire dal '68. I libertari doc rimproverano a Paul di non essere veramente dei loro per le posizioni pro-life. Anche il favore della sinistra alla liberalizzazione delle droghe viene dal libertarismo individuale. Chissà, amici di Rifondazione, se avete mai pensato al fatto che la cosiddetta libera scelta in materia di vita, e, aggiungo, una certa idea di liberazione della donna, vi accomunano al punto di vista che circola in quei salotti buoni, a quelle cene miliardarie, dove né Ron Paul, né voi, si sognano di invitare?


Fausto Bertinotti, leader comunista italiano.




Liberazione, 7 Novembre 2007

Deputato texano nei sondaggi scompare, ma raccoglie fondi e spopola su internet
L'outsider Ron Paul, ultrà liberale e anti guerra che sogna di fare il presidente per i repubblicani


di Martino Mazzonis


Non ha mai sostenuto la guerra, odia Washington e i suoi corridoi e a Capitol Hill è soprannominato "Dr. No". I sondaggisti nemmeno lo prendono in considerazione, è come Dennis Kuchnich, il candidato democratico della sinistra, se ne parla ma non pesa. Con una differenza clamorosa, il deputato del Texas e candidato presidente per il Grand Old Party raccoglie dollari a palate.L'ultimo colpo lo ha messo a segno nella giornata del 5, il giorno di Guy Fawkes, il cattolico che nel 1605 complottò per far saltare la House of parliament di Londra - finendo preso e condannato morte. La brillante idea dello staff del libertario di destra era quella di paragonarsi al cospiratore che vuole distruggere il palazzo, famoso tra i giovani statunitensi perché il personaggio del fumetto (e del film) "V per vendetta" si traveste appunto come l'attentatore del '600. E allora nell'anniversario della notte delle polveri, il sito dedicato ha raggranellato la bellezza di 4 milioni e 300mila dollari in 24 ore. Fino ad oggi aveva messo insieme più o meno la stessa cifra. Anche quella era una sorpresa, ma ci erano voluti diversi mesi.Certo, se guardiamo agli altri concorrenti repubblicani, il deputato del Texas è solo quarto per fondi accumulati. Ma i suoi non vengono dai grandi donatori, dalle cene miliardarie: sono tutte piccole donazioni on-line. Anche il suo sito, la sua pagina di myspace (il sito di social-networking più popolare della rete) sono tra i più visitati, la sua base è una base vera e crede nel suo candidato minore. Uno dei video politici di Youtube , un'altra misura del successo personale di un candidato, è quello della RonPaulGirl che si spoglia fino a mostrare una canottiera con la scritta "RonPaul2008, Speranza per l'America".Cosa pensa il fenomeno mediatico Ron Paul? Chi è politicamente questo ex ostetrico di Houston? Dopo aver scoperta quanto era riuscito a raccogliere ha spiegato che «Il messaggio è molto forte e evidenzia il grado di frustrazione del Paese. La gente è stanca di ciò che le viene offerto - ha detto al network Msnbc - Non gli piace la guerra, non gli piace come va l'economia e nemmeno le risposte che stiamo dando». Magro e con il sorriso beffardo, Paul sente di essere in sintonia con l'America quella vera e racconta di aver visto crescere la sua base militante senza aver organizzato nulla: «Loro hanno trovato me e io loro. La mia non è una campagna diretta dal vertice» ha raccontato alla Abc. E in effetti il suo fundraiser, una figura cruciale in qualsiasi campagna elettorale americana che si rispetti, ha solo 24 anni e si è aggregato allo staff solo in agosto, quando ha finito la prestigiosa università di Princeton.Opposizione alla guerra e drastico ridimensionamento del big governement - che da noi significa ridimensionamento drastico dell'intervento pubblico in tutte le sue forme - e posizioni anti abortiste sono gli ingredienti di una ricetta che funziona, almeno tra i giovani che passano ore davanti al computer.Il suo successo tra questo segmento di potenziali elettori è dovuto alle posizioni contro la guerra. E' l'unico del drappello repubblicano a dire cose nette, a dirle dal 2003 e a dirle in pubblico. Un certo fascino lo devono avere anche le posizioni ultra liberali. Se fosse presidente, Paul manderebbe a casa i burocrati del Wto e getterebbe alle ortiche tutti i trattati commerciali internazionali, uscirebbe dalla Nato e dall'Onu, abolirebbe la protezione civile, taglierebbe le spese e la smetterebbe con la guerra alla droga perché costa troppo. Difficile che uno così vinca qualcosa più di un seggio alla Camera, ma la pattuglia repubblicana è talmente poco entusiasmante che uno che si muove fuori dalle righe, che vuole tornare al vero spirito repubblicano, merita attenzione. Ma quando il gioco si fa duro, i voti veri vanno ai candidati forti. La politica americana del terzo incomodo non paga. Chiedete a Ross Perot e a Ralph Nader.

1 commento:

Daniel Lichtenberger ha detto...

Greetings Fellow Ron Paul Supporters:

Join us in Strasbourg, France, December 15-16 to brainstorm how to help the Ron Paul Revolution and organize.

AmericansInEuropeForRonPaul@gmail.com

Viva la Italia