domenica 24 febbraio 2008

Ron Paul e Cuba



Nelle cronache di questi giorni Cuba è alla ribalta per il cambio della guardia tra i fratelli Castro.
La vicenda cubana implica aspetti storici e politici molto complessi, difficilmente liquidabili con slogan tanto lapidari quanto fanatici, pro o contro Castro e il suo regime. Che resta regime illiberale ed è stato regime sanguinario, anche col contributo di Che Guevara, uno dei più atroci falsi miti contemporanei.
Tempo fa ho trovato un'affermazione di Raoul Castro sulle elezioni presidenziali negli Usa: “scegliere tra un repubblicano e un democratico? E' come scegliere tra me e mio fratello”. Putroppo non ho tenuto il link e ho perso la fonte: se qualcuno la ritrova, si può mettere agli atti un utile, divertente e amaro aforisma sulla politica contemporanea.

Già un paio di mesi fa -questo invece l'avevo salvato- un articolo di Granma, principale giornale cubano, dava positivo risalto alle posizioni di Ron Paul su Cuba, titolando “Un candidato repubblicano si distingue nella politica verso Cuba”: semplicemente le solite idee di Paul in politica estera.
Infatti così lo citava Granma: "Gli Americani vogliono la libertà di viaggiare e di commerciare con i loro vicini cubani, come sono liberi di viaggiare e di commerciare con il Vietnam e la Cina".

proseguiva il giornale cubano:

Ron Paul non attira i media del suo paese , benché sia deputato da lungo tempo (...) , qualcuno lo chiama «Dottor No » perché ha quasi sempre votato contro le decisioni di
Bush: è stato il solo deputato repubblicano a votare «no» al cosiddetto "Patriot Act" e alla guerra in Irak. Si è opposto al fatto che gli Stati Uniti intervengano negli altri paesi e che le truppe americane siano i gendarmi del mondo. Si è anche opposto all'aumento di stipendio dei deputati, e chiede di limitare e smantellare agenzie come la Cia. (...)
Senza abbandonare le sue convinzioni ideologiche basate sull'economia di mercato, Paul precisa: «E' davvero paradossale vedere i cosiddetti capitalisti, fautori del libero scambio, spingere i comunisti alla libertà con i finanziamenti del Governo. Invochiamo l'esistenza di una stampa privata e libera a Cuba quando facciamo propaganda di stato tra i Cubani con Marti, le nostre radio e TV pubbliche che sono costate 600 milioni di dollari ai contribuenti».
(...)« Basta discutere di cosa è meglio per il popolo cubano. Che fine ha fatto la volontà del popolo degli Stati Uniti , che é assolutamente a favore della via diplomatica con Cuba?», si è chiesto Paul che, come molti membri del Congresso, vuole la normalizzazione delle relazioni con l'isola.
(...) Hillary Clinton vuole mantenere il blocco, come quasi tutti i repubblicani per paura di perdere i colossali contributi dei cubano-americani della Florida. Ma seguire passivamente tali interessi, in modo simile a quello che accade nella discussione sul ritiro dall'Iraq, potrebbe trasformarsi nella sua Waterloo.
Cuba ha chiesto di togliere il blocco che subisce dal 1962 da parte degli Stati Uniti, citando davanti al Wto i principi di liberalizzazione commerciale propri di tale organizzazione.
Cuba ricorda agli altri membri che il Wto spinge per "l'eliminazione dei trattamenti discriminatori nelle relazioni commerciali internazionali."
Persino il quotidiano Miami Herald, in genere pancia a terra in favore degli ultraconservatori cubano-americani, ha sostenuto di recente che il viaggio dei fratelli Diaz Balart (famiglia di politici Usa di origine cubana, n.d.t.) in Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca, in cerca di appoggio contro il governo cubano, rappresenta "una battaglia difficile. Nonostante che i paesi del vecchio blocco sovietico siano ricettivi, altri paesi in Europa e America Latina sono più scettici, e sostengono che le sanzioni degli Usa non funzionano e che sarebbe l'ora di migliorare le relazioni con L' Avana".
Ron Paul dichiara: "Basta con l'isteria sulla libertà dei Cubani – che non è nella responsabilità del nostro governo– e teniamo conto della libertà dei cittadini statunitensi."
Paul reclama libertà per i Nord-Americani, per commerciare con chi vogliono e viaggiare dove vogliono, e non vuole che sia il governo a dettargli cosa fare.
"La nostra amministrazione attuale é percepita come insignificante, almeno a Cuba, dove il messaggio cade nel vuoto"
"Se l'amministrazione vuole davvero tendere una mano amichevole, dovrebbe permettere al popolo nord-americano di agire liberamente come ambasciatori di se stessi, commerciando e viaggiando. Visto lo scacco del governo nello stabilire un'amicizia con Cuba, è tempo que ceda il suo ruolo e lasci il popolo operare questo riavvicinamento".

(fine della citazione)

In un comunicato del 20 Febbraio Ron Paul, anche in qualità di membro della Commissione Esteri del parlamento, è ancora intervenuto su Cuba:

"Fidel Castro è un dittatore brutale che per cinquant'anni ha derubato il popolo cubano della sua libertà. Le sue dimissioni non significano la fine del comunismo a Cuba ma è un bene vederlo andare via.
L'addio di Castro fornisce
all'America una grande opportunità per riflettere sull'attuale embargo commerciale contro l' isola nostra vicina.
Sono state concepite
politiche per indebolire il regime di Castro, ma credo che in realtà lo abbiano aiutato a mantenere un rude controllo e gli abbiano permesso di tenere il suo potere per decenni, ben più di quello che sarebbe stato in grado di mantenere da solo.
Il libero commercio e un aperto scambio di informazioni sono gli strumenti migliori che l'America ha per combattere la
tirannia internazionale.
Gli Stati Uniti dovrebbero rapidamente porre fine all'
embargo commerciale verso Cuba.
I
mercati cubani possono essere una buona piazza per i nostri agricoltori e per i prodotti delle nostre imprese. Allora il potere del libero mercato, nel tempo, potrebbe estendersi ai restanti regimi totalitari, ponendo fine al comunismo in occidente."

Cuba, Iraq, Iran, Venezuela: volendo, è facile trovare in rete gli ipocriti furbastri che accusano Paul di essere al servizio dei "peggiori nemici" dell'America. E' facile anche trovare le cronache elettorali della tv pubblica iraniana. Certo più continue, obiettive e dettagliate di quelle di Fox o del New York Times.
Il liberismo commerciale può avere tutti i limiti di cui anche qui si è accennato. Sicuramente però nei rapporti con queste nazioni, se praticato avrebbe evitato molte guerre e molti saccheggi dei popoli implicati, del "contribuente americano", come dice sempre Ron, e credo di non sbagliare, del contribuente europeo.
Ma una casta imbrogliona e parassita mondiale è incistata nei governi, e ci racconta che siamo in un sistema virtuoso, di libero commercio: hanno persino inventato il Wto per renderlo più libero. Infatti l'unico liberista credibile al mondo, Ron Paul, lo vuole abolire.


17 commenti:

L'agliuto ha detto...

Inimitabile Andrea.
"Regime illiberale e sanguinario", non ci piove, anche grazie al Che (la cui versione Ron Paul è notevole).
"Ma una casta imbrogliona e parassita mondiale è incistata nei governi" che si dicono liberali e non amanti del sangue. Non ci piove.
"Scegliere tra un repubblicano e un democratico [destra e sinistra, conservatori e laburisti, USA e URSS] è come scegliere tra me e mio fratello". Non ci piove. Dalla dittatura del proletariato alla prole dei dittatori, era inevitabile. Extra Ecclesiam, né salUSA, né salURSS, né a fortiori salUE.
Ciao. Ipo

Marco ha detto...

"Scegliere tra un repubblicano e un democratico [destra e sinistra, conservatori e laburisti, USA e URSS] è come scegliere tra me e mio fratello." Fidel Castro

questa è FENOMENALE!

Anonimo ha detto...

Utili le traduzioni da youtube!
Martina

Anonimo ha detto...

il grande McCain ha 1019 delegati e Paul 14, chissa chei vincera? GO JOHN!!

Teba ha detto...

:-) grande...

Il Bello del Web ha detto...

Un grande candidato Repubblicano. Molto mejo de McCain!!

arachesostufo ha detto...

auguri, penso che ne avrai bisogno.

Alberto ha detto...

Caro Andrea, sono un po' triste che l'entusiasmo di qualche mese fa sta via via svanendo. Oltre a considerazioni già fatte in altre occasioni (la "forza" del web ancora in minoranza rispetto ai MSM Main Stream Media) osservo un'altra cosa: la totale genericità dei messaggi elettorali, nessuna presa di posizione seria, solo generici slogan (Italia rialzati! è ora di premiare chi merita! Non pensare al partito che vuoi ma all'Italia che vuoi!)

Ma perchè non fai un decalogo serio, con domande a risposta chiusa, del tipo:
- sei per il ritiro immediato delle nostre truppe?
- sei per la defiscalizzazione delle spese per i figli?
ecc. ecc.

e poi sulla base delle risposte uno sceglie per chi votare.

In realtà i nostri politici non accetterebbero mai di esporsi così direttamente: appena prendi una posizione c'è subito chi è pronto a darti contro, ad omologarti con questo o quello schieramento,.... meglio restare sul vago e promettere generici miglioramenti.. tanto poi chi se lo ricorda?

Ad esempio chi l'avrebbe detto che con il governo di sinistra sarebbero aumentate le spese militari? Che non avrebbero promosso un'indagine seria sui fatti di Genova? Che avrebbero posticipato rete4 sul satellite? che il loro PRIMO impegno legislativo nell'ambito della famiglia fosse per la legalizzazione delle coppie omosessuali? Che avrebbero omologato la decisione dell'ampliamento della base americana a Vicenza?

Veramente uno schifo.

La speranza viene dal web.

blasnoff ha detto...

Ad esempio chi l'avrebbe detto che con il governo di sinistra [...]

Risposta polemica generica, non diretta verso alberto: chiunque si sia reso conto che questo sistema di governo è una pagliacciata; si alternano n schieramenti tutti interessati ai propri comodi mentre dei fessi (pardon, idealisti) credono ancora alle loro promesse e li legittimano con il voto; vorrei ricordare che dopo il voto, per quattro anni o giù di lì, questi signori posson fare quel che gli pare (e fino a prova contraria, l'hanno sempre fatto). Mi fan solo ridere gli appelli alla sinistra arcobaleno, la destra a pois, etc etc...

La democrazia su larga scala è un sistema di governo per popoli maturi; in Italia non lo siamo, quindi è degenerata in sistema di controllo ad uso e consumo di una ben precisa classe dirigente ai danni del popolo bove.

Detto questo, se lo meritano (notate la terza persona plurale ;-) ). Invece di fare qualcosa, si lascia il potere nelle mani di noti faccendieri e truffatori d'ogni risma in attesa di una qualche elemosina (pensione? stipendio pubblico?).

Ovviamente concordo con alberto riguardo il "Veramente uno schifo".

Alberto ha detto...

Ok, allora comincio io a stilare una prima lista di domande su argomenti che mi interessano (sperando siano di interesse generale) sperando anche che, nella forma di lavoro cooperativo permesso dal web qualcuno la prenda, la ampli, la arricchisca, eccetera.

Insomma la speranza è che le idee viaggino.

1) Sei pro o contro l'aborto?
2) sei pro o contro il finanziamento pubblico dei partiti?
3) sei pro o contro la defiscalizzazione delle spese per i figli?
4) sei pro o contro l'intervento militare italiano in Afghanistan?
5) sei pro o contro una riduzione SECCA delle tasse?
6) sei pro o contro una tassazione che includa un costo minimo per componente del nucleo familiare?
7) sei pro o contro la presenza delle forze militari straniere sul nostro territorio?
8) sei pro o contro la libertà individuale di scelta terapeutica?
9) sei pro o contro il finanziamento della carta stampata?
10) sei pro o contro il decreto Levi che impone che i blog debbano avere un giornalista iscritto come responsabile?


Cominciamo, voglio proprio vedere quanti politici sapranno esporsi e sottoscrivere, in campagna elettorale, qualcosa che li impegna dopo...

traxshish ha detto...

alberto, potresti dare un contributo interessante al sito di voisietequi..

alle ultime elezioni aveva spopolato

blasnoff ha detto...

Ci si potrebbe infilare anche l'uso dell'oro come moneta (almeno come punto di riferimento, ovviamente) al posto delle valute correnti; purtroppo, sebbene questo punto sia fondamentale (vedi inflazione, per dirne una... Un conto è una stampante, un conto una miniera ;-) ) al momento non è più sotto la sovranità dello stato italiano, ma di quello europeo. Di conseguenza ci si potrebbe inserire anche una domanda sulla permanenza nell'europa unita, ma la vedo buia...

Già che ci siamo, sempre in ottica decentralizzante, ci si potrebbe mettere qualcosa sul federalismo (interno!)...

Scusa se non formulo le domande ma mentre le penso, penso anche alle risposte/commenti che riceverebbero e mi cascano le braccia... :-)

Anonimo ha detto...

Traxshish: sono stato sul sito, ma mi sono cadute le braccia, al punto che credo sia opera di disinformazione voluta (armi di DISTRAZIONE di massa): ma come si fa ad elencare oltre 120 punti, fra i quali "l'abbassamento dell'età media dei professori nelle scuole italiane" , tanto per citarne uno?

Sono sicuro che i veri temi di interesse si possano ridure ad una dozzina, due al massimo, il resto sono sfumature o -peggio- voluti diversivi.

Alberto

Andrea ha detto...

Grazie a tutti dei commenti interessanti mentre io e il mio socio disperso in Africa abbiamo latitato un po'.
Un saluto particolare ad Agliuto l'arguto ;-)

grazie Alberto che hai lanciato un dibattito sui temi concreti.
ne vedo due quasi intoccabili:
1)materia militare (escluse in parte le estreme, ma il Bertinotti presidente è andato a rendere il suo omaggio alle truppe italiane in libano, e aldilà del fatto n sé la sinistra cura di più i temi economici, come tutti dal loro pdv.
mi pare difficile che in italia le elezioni si vincano sulla politica estera.
2) finanziamento-stampa: direi intoccabile del tutto!

anche la scelta terapeutica, ora che vedo, è poco considerata...

gli altri temi sono superficialmente agitati da tutti, la riduzione delle tasse deve accompagnarsi alla diminuzione della spesa pubblica, e qui sul come cascano tutti.

defiscalizzazione, riduzione tasse famiglia/figli sono spinti dal pdl e direi meglio dai centristi, che sono gli unici anti-aborto senza indugi.

per stare in tema paulista, nessuno è per lo stato minimo.
tutti dovrenno tentare di intaccare lo stato moloch e sprecone, ma uno snellimento vero già è nel libro dei sogni.
credo molto difficile intervenire aldilà della privatizzazione di alcuni servizi, già avviata in maniera contraddittoria.
il problema è che non si tratta di costruire una società ideale da zero, ma modificare l'esistente.
e anche un mondo dove i servizi sono pura impresa privata mi pare abbastanza da libro dei sogni.

Pochi hanno il coraggio e forse la competenza per attaccare come fa ron, i sistemi di banca centrale, o come fa blondet, il marcio della finanza truccata mondiale.

io, senza fare un tifo eccessivo, faccio una piccola confessione, spero che non vìoli una certa imparzialità con cui va il blog: ho una moderata stima non tanto dell'udc, quanto della piccola componente che fa capo a Tabacci e Pezzotta, la Rosa Bianca, che aveva avuto il coraggio di staccarsi dai due poli prima del lancio dei partiti unici e prima che Casini fosse sbattuto fuori da Berlusconi.
Perchè proprio loro?
Tabacci, in breve, è l'unico che ha un poco aggredito i conflitti d'interesse extra-berlusconiani, molto più grandi: quelli bancari in particolare. In parlamento, per direne una poco nota e cavallo di battaglia dei grillisti, è riuscito a togliere sovvenzioni indebite ai petrolieri per 4-5 miliardi di euro all'anno, perchè i lori scarti di raffineria venivano considerate energie rinnovabili!
Pezzotta dal canto suo, oltre ad essere l"alfiere" (per una volta credibile personalmente!) del family day, aggiunge un approccio diplomaticamente critico alla politica internazionale e sostiene l'obiezione di coscienza del parlamentare sul voto pro-guerra, a prescindere da liee di governo e e di partito. Purtroppo Casini è una tacca o anche due sotto questi compagni di viaggio, ma la politica italiana costringe a questo.
La Rosa Bianca ha avuto poco tempo, le elezioni sono arrivate presto: ma già stava avendo un andamento vagamente paulista, che mi ha colpito non poco. Mi sembrava azzardato parlarne in un post, ma qui lo dico senza problemi.

Francesco Rossi ha detto...

Hey Andrea, a volte ho paura che tu mi legga nel pensiero... cioè intendo dire, anch'io volevo fare una "piccola confessione" spaccata identica a quella che hai fatto tu... ...

P.S. Consoliamoci, non siamo in pochi a pensarla così: conosco diversa gente che la pensa esattamente come noi sulla politica italiana di questi ultimissimi tempi pre-elettorali

Alberto ha detto...

vabbeh, mi confesso anch'io: gli unici che mi dispiacciono meno degli altri sono Tremonti e Buttiglione...se si votasse con le preferenze ...

arachesostufo ha detto...

l'importante è non votare il fallimentare prodi che, ricordo, è presidente del Partito Democratico
Resta il fatto che l'unico partito coeso ed in grado di cambiare l'italia è la Lega Nord.