martedì 5 febbraio 2008

America, l'inverno della democrazia e la primavera di Ron Paul

Caleb O'Connor: Ron Paul, olio su lino. Chicago, Febbraio 2008.


Domani è primavera.
Il “big Tuesday” di oggi porterà qualche colpo di coda dell'inverno, ma domani comincia la “Ron Paul Spring”.
Una lunga primavera dopo una semina oculata. Non nascerà il bengodi come qualche sostenitore impaziente vorrebbe: ne verrà il necessario per affrontare in salute il lungo viaggio fino al termine dell'estate, quando a Minneapolis dall'1 al 4 Settembre si sceglierà il candidato repubblicano alla presidenza.
Ron Paul prevede che sarà una convention bisognosa di mediazione, perchè nessuno ci arriverà con la maggioranza dei delegati. Domani sapremo, in buona parte, se la previsione è confermata.
Chi pensava di scuotere l'albero dei delegati in un giorno solo, chiudere il raccolto e non pensarci più, probabilmente si dovrà ricredere.
I repubblicani oggi votano in 21 Stati per assegnare 1081 delegati. In realtà sono molti di meno: coi meccanismi dei caucus, oggi se ne tengono parecchi, l'assegnazione definitiva avverrà più avanti. La maggioranza per la nomination è la metà più uno del totale, cioè 1191. Il
favorito McCain oggi deve fare i conti con gli altri tre, che sicuramente raccoglieranno la loro parte: Huckabee spara gli ultimi colpi in qualche Stato del Sud, Romney Mor-money, dopo tanto investire qualcosa si riprenderà.


Vediamo la strategia di Ron Paul e gli ultimi segnali dal territorio.
Paul si è concentrato non solo ma soprattutto sugli Stati dove ci sono i caucus: qui è stato presente negli ultimi giorni ed ha speso di più in pubblicità. La sua forte militanza territoriale e lo sfavore mediatico fanno sì che un voto che richiede più motivazione a partecipare, il caucus appunto, tradizionalmente snobbato dal più vasto elettorato d'opinione (televisiva), lo veda favorito.

In Alaska, Colorado, Minnesota, Tennessee, Washington, Arkansas, North Dakota, West Virginia, Montana la sua pubblicità radio-tv è massiccia.
Capita di leggere qualche sostenitore che ritiene troppo spartani gli investimenti pubblicitari, come nella big California, 35 milioni di abitanti e 170 delegati in palio. Qui Romney, Clinton e Obama vanno in tv a martello giorno e notte, si vedono solo loro. Decine di milioni di dollari on air e per qualcuno in fumo. Romney ne aveva spesi 5 o 6 solo in Florida, dove non ha vinto niente. Valeva la pena per Ron Paul competere in questo modo, dilapidando un patrimonio necessario per andare avanti? No. Ma persino in California potrà intascare qualcosa: l'assegnazione va al primo arrivato nei singoli piccoli distretti, non è escluso che la presenza forte di gruppi paulisti a macchia di leopardo ne possa vincere qualcuno.
Segnali positivi: ieri in Minnesota dove si vota per 40 delegati (caucus e quindi bassa affluenza) Paul ha parlato ad una folla di oltre 4000 persone, più di quelle radunate da Hillary qualche giorno fa.
Poche ore prima in Nord Dakota (caucus, 26 del.) 1200 persone. Bene Domenica in Tennessee (caucus, 56 del.), 1600 persone, presenza capillare di cartelli. Tutti fatti citati anche da fonti di news locali e “neutrali”. Molto bene settimana scorsa a Denver, Colorado (caucus, 43 del.) stato con alto numero di donatori. Notizie buone anche da Seattle, Washington: alto numero di donatori e buone manifestazioni per 40 delegati in gioco, però venerdì prossimo. A margine, da Seattle segnaliamo l'ennesima curiosità della “democrazia” americana: qui fanno endorsement -in questo caso per McCain, figurarsi- anche il Segretario di Stato, che è il responsabile delle elezioni, una figura con tratti dei nostri prefetto e ministro dell'interno, e incredibile ma vero, il Procuratore Capo dello Stato, il più alto ruolo della magistratura! Chiudiamo l'inciso, che è meglio...
Dal Montana (caucus, 27 del.) arrivano endorsement “normali” per Ron Paul: lo appoggiano in 7 tra deputati e senatori al parlamento dello Stato. Ci sono poi vari endorsement, che magari a noi dicono poco, ma localmente qualche aiuto dovrebbero darlo. Dai pro-gun agli anti-immigrazione, discutibili fin che si vuole ma rilevanti, senza dimenticare (avremmo voluto parlarne di più...) la mitica “Jane Roe”, Al secolo Norma McCorvey: avvocato fautore dell'aborto, negli anni '70 vinse la nota sentenza costituzionale che lo legalizzava in tutti gli States. Norma già da qualche anno testimonia il suo meditato e serio capovolgimento di convinzione, dedicando tutta se stessa alla causa pro-life. C'era anche Huckabee in teoria su questo fronte, ma lei ha creduto in Ron Paul.



Saranno le prime ore del mattino da noi, e sarà pioggia di dati. L'esperienza ci dice che dovremo aspettare almeno qualche ora, se non qualche giorno, per capire meglio com'è andato questo big tuesday. Vedremo di non fare commenti affrettati (oppure no, se saremo costretti dagli eventi...)

Resta che la democrazia americana patisce un inverno micidiale, una glaciazione che sembra irreparabile. Lo spregio della trasparenza nelle elezioni e nella comunicazione sono cronaca di questi giorni, e sintomo di un regime disfatto. Ben peggio è tutto quel che denunciano Ron Paul e non pochi intellettuali indipendenti: le guerre e il collasso dell'economia ad esse legato per molti aspetti; una nazione che vuol imporre con la perenne minaccia militare l'uso del dollaro e ottenere quel che consuma e non produce; il conseguente sequestro delle libertà civili, l'assenza di garanzie nell'arresto e spesso nei processi, la schedatura delle voci critiche e la selezione nell'ingresso negli Usa dei giornalisti stranieri; l'esibizione di arroganza, le ordinarie testimonianze di violenza grave fino a casi di sequestro di persona, da parte delle forze dell'ordine e ai varchi aeroportuali, verso chi ha “l'aria da arabo” e magari è indiano o sudamericano; il taser, le scosse elettriche che possono portare a lesioni permanenti e alla morte i soggetti più deboli, usato dalla polizia contro i manifestanti che alzano troppo la voce; l'aggressione delirante verso la libertà di comunicazione, come vediamo nella spaventosa documentazione in cui il Pentagono descrive internet come un nemico.
Questa era glaciale viene scalfita da voci diverse, di destra o di sinistra e altre ancora.
Ma la sola chance politica viene da Ron Paul e dalla lunga primavera 2008 che inizia domani.
Chi lo odia è più forte di lui, ma non è questo l'unico insegnamento della storia.
Dall'amore di libertà, di giustizia e di verità, dalle grass roots arriva: domani fiorisce la Ron Paul Spring.


Andrea & Francesco

25 commenti:

Andrea ha detto...

aggiornamento positivo!!!

La West-Virginia fa eccezione: nè caucus nè primarie.
Stamattina ora locale una convention di circa 600 delegati(non chiedetemi selezionati come!)si è riuntia in un centro congressi, presenti Paul, Romney e Huckabee, e ha votato con un sistema a doppio turno. Al primo Romney era in testa col 41%, ma non avendo la maggioranza assoluta, si è passati al secondo turno,che ammetteva solo i primi 3. Paul col 10%, è rimasto fuori. I delegati diMcCain (16%) hanno dato subito appoggio ad Huckabee (33%) per non far avere delegati al rivale diretto Romney. I paulisti hanno votato anche loro Huckabee...in cambio di 3 delegati su 18!!
L'alta scuola di partito ha funzionato, e RP porta a Minneapolis 3 preziosi uomini, che in uno stato dove il primo piglia tutto sono un risultato eccezionale.
Teniamone conto, perchè i media hanno già lanciato HB 18 a zero!!!

matteo macoli ha detto...

lo stavo leggendo pure io adesso sul forum paulista americano... ottima notizia! vecchia volpe nonno ron.. ovviamente anche questa - come tutte le altre - da diffondere dato che i campioni dell'indipendenza (fox, cnn, ecc.) se ne guardano bene dal farlo..

In West Virginia Huck 15, RP 3, Mormoney 0, McWar 0.

matteo macoli ha detto...

rinnovo qui a te e a francesco i complimenti per questo blog, ritrovo, scambio di idee e ricerca costante di notizie le più delle volte nascoste e secretate.. buon super tuesday a voi e a tutti i paulisti, anche se sappiamo che da domani in avanti si riparte combattivi come prima.. e che per le analisi più corrette possibili bisognerà scovare bene i risultati giusti e non quelli sparati ai quattro venti dai media.. ciao!

Alberto ha detto...

beh, mi fa piacere, perchè secondo me il più simile a RP è proprio Huck; secondo me con la proposta di una vicepresidenza per Huck (trampolino fra 4 o 8 anni per la presidenza) l'alleanza Paul-Huckabee potrebbe funzionare.

Anonimo ha detto...

Non saprei...
sono simili x fondi,etica e essere REP atipici...ma diversi in molti temi..
Chuckabee ha raccolto solo 2 milioni di dollari...e come lo hanno creato..i media lo affossano..anche se un po' di popolarità gli rimane..
HB penso potrebbe essere la chiave,per chiunque ambisca alla casa bianca, x avere i voti degli evangelici,che, votando o meno, possono consegnare il paese ai REP o ai DEM..credo...
Sarà una lunga nottata, speriamo bene.. :)
Anche se non ho grandi aspettative..vista la gran numero di stati, ci sarà molta confusione, tra la quale brogliacchiare qua e là...
e con un cosi vasto nr di Stati insieme, penso siano particolarmente avvantaggiati quelli + esposti sui media nazionali...non potendo curare con attenzione uno Stato di volta in volta..
GO RON !!
Lollo

traxshish ha detto...

no... vi prego... trovatemi la fonte dei 3 delegati in Virginia.

sto impazzendo.

la qualità dei vostri post cresce in misura esponenziale. Complimenti

Tëbå ha detto...

E' da un pò che sto divulgando i vostri articoli su www.faiinformazione.it.

Se volte rendere le notizie su Paul più visibili a tutti, vi invito a iscrivervi e a votare le notizie.

ciao e grazie ai ragazzi del sito!

Andrea ha detto...

sui 3 delegati in WV è arrivato il comunicato ufficiale
---------


Ron Paul Secures Three Delegates in West Virginia State Convention

FOR IMMEDIATE RELEASE

February 5, 2008

ARLINGTON, VIRGINIA – In today’s West Virginia Republican State Convention, Republican candidate Ron Paul’s campaign secured three of the 18 national delegates up for grabs.

“Our goal is to secure as many delegates to the national GOP convention in Minneapolis-St. Paul as possible,” said Ron Paul 2008 campaign manager Lew Moore. “Securing three delegates in West Virginia is an important step in that direction. We plan on locking up more delegates before the day ends.”

In an agreement first reported by West Virginia television station WSAZ, the three Ron Paul delegates were secured through an agreement with the Mike Huckabee campaign.

Ron Paul delegates to the state convention swung their support to Huckabee – putting Huckabee over the top – after Congressman Paul was eliminated in the first round of voting. With three national delegates, Ron Paul secured 17 percent of the 18 delegates that were decided at the State Convention.

Andrea ha detto...

grazie a tutti del sostegno.

giocando al fanta-presidente certo che hb sarebbe il vice meno peggio per rp, anche se l'uno sogna, non corrisposto, di fare il vice di mc cannon, e il nostro...non è che lo corrisponde neanche: hb è un champion of the state spending, così lo accusano della sua gestione dell'arkansas. rp aveva addirittura invitato due deputati dell'ak a parlarne.
e hb è pro-pena di morte nonchè molto tenue nel differenziarsi in ploitica estera.
nel suo affannarsi da provinciale verso salotti dove non sarà mai accettato, ha ottenuto a dicembre di mettere la firma su di un articolo del cfr, su foreign affairs. altri tempi, little arkansas....

Andrea ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

Ci siamo...
www.michelepisano1988.ilcannocchiale.it

Sgembo ha detto...

Ottimo lavoro ragazzi, complimenti e avanti così!

Anonimo ha detto...

pare 2% in Georgia... :(
fra pochi minuti alle 2 dovrebbero chiudere diversi stati...
Lollo

Anonimo ha detto...

fonte cnn
Alabama 3%
Connecticut 5%
Georgia 3%
Massachusetts 3%
Missuori 4%
Montana 18%...(prima era anche al 23%)
New Jersey 3% (Giuliani 26%)
Oklahoma 4%
Tennesse 6%

è ancora presto,ci potrebbero essere anche grosse variazioni, ma dovremo essere su questi livelli più o meno...
solo il Montana sembra discreto..speravo in qualche doppia cifra in più..
speriamo bene...l'importante sono i delegati..
Lollo

Beppe86 ha detto...

Bellissimo sito questo!!..Italians4RonPaul...

Io vedo speranza non solo per gli USA, ma anche per il Mondo intero...

Il passo principale della politica di RP, è quella di ELIMINARE la FED, e togliere le mani degli avidi banchieri il potere di creare denaro...Ci vede lungo il grande RON!!...Risolvendo questo problema, a cascata verrà risolto ogni problema di natura economica-politica e sociale, con ritiro delle truppe dall'Iraq e beneficio per glu USA e il Mondo Intero...

GO RON!

BREDA ha detto...

Cari Andrea e Francesco...grazie, grazie e ancora grazie! Le vostre parole mi hanno di nuovo colpito ne profondo.

AVANTI COSI',ARRENDERSI MAI!!!

FORZA RON PAUL!!!

BREDA

www.noinatimale.it

Anonimo ha detto...

più o meno le % dovrebbero essere queste...
fonte cnn..

Alanama 3%
Alaska 17% ...3 posto...ma solo una 50ina di delegati x la convention di stato più di McDonald (scrutinio al 75%)
Arkansas 5%
California 4%...pare sotto a Giuliani :(
Colorado 8% (delegati "statali")
Connecticut 4%
Delaware 4%
Georgia 3%
Illinois 5%
Massachusetts 3%
Minnesota 15%..4 posto..
Missouri 4%
Montana 25%...2 posto..400 delegati statali su 1600 circa
New Jersey 5%
New York 7%
North Dakota 21 % (delegati)..3 posto..2% sotto MC...pare anche 5 delegati nazionali
Oklahoma 3%
Tennessee 6%
Utah 3% 3 posto...a sorpresa :) vince Romney col 90%

insomma...una media del 5% con qualche picco in Montana,North Dakota,Alaska e Minnesota..
Vincere uno stato era quasi impossibile, si poteva e si può sperare di prendere qualche delegato in qualche stato "proporzionale"...
FORZA RON !!! SEMPRE E COMUNQUE
Lollo

Anonimo ha detto...

Son triste:( michele

Alberto ha detto...

Commento a caldo (passibile di revisione):

1. Internet non è ancora suifficientemente forte per battere i grandi media tutti insieme;
2. forse gli americani non sono pronti ad un'idea così rivoluzionaria che prevede uno stato meno intrusivo al punto che si sentono quasi "abbandonati": meglio uno stato che, pur nell'ingordigia del prelievo fiscale, mi garantisca qualche servizio di base. Forse l'idea di RP (fatto salvo il primo punto) è un po' "troppo" rivoluzionaria (anche se credo che, spiegata bene, raccoglierebbe molti sostenitori).


"Successo è rialzarsi una volta in più di quante si è caduti"

Alb

Mr.Blond ha detto...

Ciao,
ieri sera ho visto la replica di Deejay Chiama Italia, hanno riparlato di primarie ma non mi pare di Ron Paul.
Comunque non dimentichiamoci che Radio Deejay è del gruppo L'Espresso, che possiede La Repubblica, Allmusic e M2o.


P.S.:Se qualcuno va in America mi compra una badge di Ron Paul? Gli rendo i soldi

Mr.Blond

otorongo ha detto...

Ragazzi, non scoraggiamoci, fra poco da noi ci saranno le elezioni: creiamo liste civiche, uniamoci a gruppi consolidati come i meetup di Grillo o quelli aderenti agli Scec napoletani. Dobbiamo avere più fiducia in noi stessi, forza ! Walter

Mr.Blond ha detto...

alle 10 inizia Deejay Chiama Italia, sicuramente parleranno anche delle primarie.

Proviamo nuovamente a parlargli di Ron?

Io ci provo.

email: (dalle 10 alle 12!!!)
diretta@deejay.it

Proviamo a scrivergli delle piccole notizie su Ron Paul, che possano dire velocemente per radio. Tipo i facts.


Mr.Blond

Anonimo ha detto...

Vorrei un chiarimento da Alberto:
"meglio uno stato che, pur nell'ingordigia del prelievo fiscale, mi garantisca qualche servizio di base"
Quali sono i servizi di base garantiti dallo Stato in USA che non possono essere garantiti senza l'ingordigia fiscale?
Le Poste?

Alberto ha detto...

mmmhh... io sono d'accordo che lo stato PRELEVA tantissimo senza dare niente (o quasi) in cambio; se però cerco di dare una spiegazione dell'insuccesso (diciamocelo, è così) di RP, oltre al fatto di non essere conosciuto c'è che probabilmente fa paura la sua idea di stato assente o quasi.

Magari sbaglio, dite la vostra.

L'agliuto ha detto...

Voglia il Cielo che la profezia implicita nel doppio senso di 'spring' si avveri e che la molla [troppo a lungo compressa] della volontà popolare proietti il nostro Ron più in alto possibile.
Vox poPaul, vox Dei.